SOLFEIX
Biblioteca Oplepiana N. 14
(1998)

E' il nome della restrizione proposta da Màrius Serra, catalano di Barcellona: è un neologismo sufficientemente descrittivo, paronimo e quasi omofono, in lingua catalana, di "solfeig" (solfeggio). Il "solfeix", che potrebbe tradursi "sol fascio", è basato sulla traslitterazione sillabica di una melodia prestabilita; ma, invece di attribuire un significato chiuso ad ogni serie di note o di mettere ogni nota in relazione ad una sillaba, si aggiunge un fascio di nuove sillabe tra i nomi delle note della melodia, avendo ben presente la durata di ogni nota rispettando queste "istruzioni":
- il testo procede seguendo la sequenza delle note componenti la melodia scelta;
- la prima sillaba del testo deve contenere il nome della prima nota della melodia (do, re, mi, fa, sol, la, si);
- la durata musicale di questa prima nota indica le sillabe non predeterminate che la separeranno da quella che conterrà il nome della seconda nota della melodia. Il processo si ripeterà fino al raggiungimento dell'ultima nota della melodia interponendo 1 sillaba di separazione nel caso di semibreve, un fascio di 2 sillabe di separazione nel caso di minima, di 4 sillabe nel caso di una semiminima e così via, 8,16,32,64 nei casi rispettivamente di croma, semicroma,biscroma e semibiscroma.
Màrius Serra ha applicato tale procedimento al "Quadro secondo" dell'"Atto terzo" della Turandot di Giacomo Puccini. Ne è nata la Turandot spuria , il quattordicesimo fascicolo della "Biblioteca oplepiana".