PASSAR LA LUNGA SERA SULLA TERRA
Biblioteca Oplepiana
N. 41
  (2016)

Plaquette dedicata a Umberto Eco.
Il titolo di questa plaquette è il primo dei tre versi con i quali Eco trasformò lipogrammaticamente (in 'o')
quelli della poesia di Salvatore Quasimodo Ognuno sta solo sul cuor della terra.
I vari partecipanti hanno scritto un testo à contrainte dedicato al semiologo e scrittore scomparso nel febbraio del 2016. Hanno partecipato:  Elena Addomine, Paolo Albani, Raffaele Aragona, Michèle Audin, Laura Brignoli, Jacques Jouet, Daniel Levin Becker, Valerio Magrelli, Jacopo Narros, Piergiorgio Odifreddi, George Orrimbe, Paolo Pergola, Astrid Poier-Bernhard, Olivier Salon, Aldo Spinelli, Giuseppe Varaldo.

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Jacopo Narros
Lettori

 
Ubaldo la mattina esce di casa e trova nella cassetta delle lettere un foglio con su scritta la storia di Marundia.

Marundia è una lettrice di medicine. Quando ha davanti i foglietti illustrativi dei medicinali legge solo certe lettere saltandone altre, e così legge sempre delle storie da capogiro. Su un foglietto illustrativo ha letto un giorno la storia di Betlemme.

Betlemme è un feto di acciuga che viene dai mari del nord. Ha un cervello potentissimo, è conservato nel vermut e l’effetto del vermut lo ha convinto di essere un uomo. Il barattolo in cui sta è posto in mezzo ai comandi di un tram che gira per la città. Betlemme legge i nomi delle vie che passano, le pubblicità, i nomi dei negozi, e girando col tram vede nascere da quei nomi delle storie, come quella di Ermes.

Ermes è un lettore di aria. Si siede su una panchina o su un marciapiede e osserva per tutto il giorno due metri cubi di aria. Osserva tutte le persone che nell’arco della giornata entrano dentro a quella gabbia invisibile: alcuni sono abitudinari e col tempo Ermes impara i loro nomi. Le lettere di quei nomi formano storie avvincenti che raggiungono Ermes dove è seduto, come quella di Rodolfo.

Rodolfo è un lettore di occhi. È timido e per non leggere gli occhi di tutti quando cammina cerca di guardarsi solo le punte dei piedi. Nell’occhio viola di una ragazza una volta ha letto la storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. Li cerca sulle barre orizzontali di ferro che sostengono vecchi portici o chiese. Tonjo si segna su un quadernino le posizioni dei piccioni, traccia delle linee e crea, coi piccioni, un alfabeto perfetto da cui nascono delle storie, come quella di Olona.

Olona è una lettrice di baci. Vede vicende che vanno da un angolo all’altro della bocca: partono in un angolo, toccano l’apice con il labbro superiore, e si sciolgono nell’altro angolo. Olona bacia sempre, tutti i giorni, da tutta la vita. I lunedì sulle bocche legge la storia di Marundia.

Marundia è una lettrice di medicine. Si è accorta che tra gli effetti indesiderati di una medicina si parla, tra le righe, di una malattia rarissima che non lascia scampo e che si chiama Marundia. Marundia sta ferma col foglietto in mano e quasi non si accorge della storia di Betlemme.

Betlemme è un feto di acciuga che viene dai mari del nord. Passando col tram davanti alle insegne: fachiro Eraldo, agenzia turistica Rampio, casa di riposo Mazurka, banca popolare Empitern, centro pulitura pellicce Secumbor, Betlemme dal suo barattolo pieno di vermut legge la storia di Ermes.

Ermes è un lettore di aria. È su un marciapiede e nella sua gabbia invisibile di due metri cubi di aria è passata Sercla, con dei braccialetti sonanti. Ermes ascolta i braccialetti di Sercla, e il loro suono gli detta la storia di Rodolfo.

Rodolfo è un lettore di occhi. Nella sclera bianco panna di una ragazza vede la storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. I piccioni sulle barre di ferro hanno fatto un triangolo: Tonjo raccoglie da sotto le barre cinque piume e due penne e legge la storia di Olona.

Olona è una lettrice di baci. Nella linea del labbro inferiore legge storie di amori che fanno piangere. I martedì sulle bocche legge la storia di Betlemme.

Betlemme è un feto di acciuga che viene dai mari del nord. Mentre è a mollo nel vermut ammira dal tram che corre una borsetta di marca Elupa, la pubblicità dei supermercati Ryona, la fermata Mastor in via dell’Espanso, piazza Satp. Il tram su cui viaggia inchioda: Betlemme col suo barattolo si spiaccica in strada pensando a Ermes.

Ermes è un lettore di aria. Sta su una panchina e nella sua gabbia invisibile di due metri cubi di aria passa Neva, col suo profumo. Ermes legge nell’aria profumata da Neva la storia di Rodolfo.

Rodolfo è un lettore di occhi. Nelle vene e nei capillari rosati di una ragazza vede la storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. I piccioni sulle barre di ferro si sono appollaiati e hanno formato un trapezio. Tonjo vede sotto le barre otto cacchine e ci legge la storia di Olona.

Olona è una lettrice di baci. Nei denti grigi legge storie invernali piene di pioggia e le viene freddo. Ogni mercoledì legge la storia di Ermes.

Ermes è un lettore di aria. Sta sopra un lampione e sotto di lui nella gabbia invisibile di due metri cubi di aria passa Ediri. Ermes è triste per il vuoto che Ediri lascia dietro di sé, nella sua gabbia invisibile; ha l’impressione che, ora che Ediri è passata, la gabbia rimarrà sempre un po’ vuota. Nel rumore dei suoi passi lontani Ermes sente la storia di Rodolfo.

Rodolfo è un lettore di occhi. Nell’iride color vespa di una ragazza ha visto girare la storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. I piccioni svolazzando hanno fatto una costellazione. Mentre Tonjo si chiede di quale costellazione si tratta e pensa al cielo notturno, si trova a leggere in quei piccioni la storia di Olona.

Olona è una lettrice di baci. Mentre bacia qualcuno chiude gli occhi e gli legge la lingua col la sua lingua. Ogni papilla contiene per lei delle leggende. I giovedì legge la storia di Rodolfo.

Rodolfo è un lettore di occhi. Nella pupilla di una ragazza ha visto un buio così fondo che lo ha mangiato, senza che potesse pensare un momento alla storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. I piccioni sulle barre di ferro formano linee spezzate. Tonjo con una scala sale a vedere la sbarra: ci sono sopra dei graffietti fatti dalle zampe dei piccioni, sono caratteri cuneiformi in cui legge la storia di Olona.

Olona è una lettrice di baci. Mentre bacia qualcuno legge il palato con colpi veloci di lingua. A volte il palato le sembra la volta di una chiesa da cui cade lentamente una piuma. I venerdì legge la storia di Tonjo.

Tonjo è un lettore di piccioni. I piccioni sulla barra di ferro hanno preso la forma del niente. Tonjo pure prende la forma del niente, e pensa a Olona.

Olona è una lettrice di baci. Il sabato si mette davanti a uno specchio e si bacia con molta passione. Il freddo dello specchio sulle labbra e la sua superficie appannata le fanno venire in mente alla rinfusa tutti i baci che ha dato.

Olona la domenica pensa alla storia di Ubaldo.

 

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Glossa

 Le iniziali dei brevi paragrafi del testo (che sono anche le iniziali dei nomi dei personaggi Ubaldo, Marundia, Betlemme, Ermes, Rodolfo, Tonjo, Olona) compongono un acronimo (UMBERTO) soggetto a erosione ciclica a imitazione dell’eco. Si hanno così sette cicli, con i corrispondenti acrostici:

 UMBERTO

   MBERTO

      BERTO

        ERTO

          RTO

            TO   

              O